Piazza Duomo Padova: Duomo e Battistero

L’Hotel Al Fagiano si trova in centro a Padova. Con una passeggiata di soli 10 minuti, oppure prendendo il bus alla fermata appena fuori dall’hotel, è possibile arrivare in Piazza Duomo e visitare il Duomo e il Battistero di Padova.

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Duomo di Padova

Il Duomo di Padova è una cattedrale dedicata all'Assunzione in cielo della Madonna, e sorge sul luogo di due precedenti costruzioni: una, paleocristiana, edificata dopo l'Editto di Milano di Costantino (quello con cui, nel 313 a.C., l'imperatore pose fine alle persecuzioni contro i Cristiani), ed una in stile romanico, consacrata dal Vescovo Ulderico nel 1075, ma gravemente danneggiata qualche anno dopo, dal terremoto del 1117.

La realizzazione dell'attuale Duomo avvenne in seguito all'approvazione del progetto di Michelangelo, che fu il vincitore del concorso bandito per la ricostruzione, sebbene gli architetti Andrea da Valle e Agostino Righetti apportarono sostanziali cambiamenti all'idea originaria. I lavori per la costruzione del Duomo di Padova iniziarono nel 1551 circa, ma vennero terminati solo due secoli dopo, nel 1754.

La facciata del Duomo, progettata dall'architetto veneziano Girolamo Frigimelica, il cui progetto prevedeva tre grandiosi portali e due rosoni, non fu mai terminata e, in seguito, fu danneggiata dai bombardamenti durante la Prima guerra mondiale. L'interno del Duomo di Padova è a croce latina, con tre navate scandite da pilastri.

Nella navata di sinistra è sepolto San Gregorio Barbarigio, vescovo di Padova dal 1664 al 1697, il cui corpo, vestito con i parametri vescovili, è esposto in un'urna di cristallo, col viso coperto da una maschera. Realizzato nell'ottocento da Rinaldo Rinaldi, presso la porta laterale del Duomo si trova il cenotafio di Francesco Petrarca, che fu canonico del Duomo.

Un'antica tradizione vuole che, appartenuta allo stesso Petrarca, sia un'icona raffigurante la Madonna col bambino, conservata sull'altare del transetto di destra e che l'artista credeva fosse stata dipinta da Giotto in persona. Molte sono le opere artistiche di notevole pregio conservate nella Cattedrale di Padova.

Tra queste ricordiamo una Madonna col bambino di Stefano dell'Arzere, conservata nella cappella della Madonna dei Ciechi, sulla navata di sinistra, la pala d'altare raffigurante Gesù Crocifisso con le sante Maddalena e Caterina di Pietro Damini, la preziosa Madonna col bambino di Giusto de' Menabuoi, conservata nella Sacrestia dei Canonici, come anche due Pannelli con Santi di Giorgio Schiavone e due tele di Giandomenico Tiepolo, che raffigurano San Filippo Neri e San Girolamo.

Particolare caratteristica del Duomo di Padova è il sottosuolo, dove si trovano tutt'oggi conservati mosaici, pezzi di colonne, urne di terracotta, pietre dure, ossa di animali, probabili residui di antichi riti pagani.

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Battistero di San Giovanni Battista

Alla destra della cattedrale, troviamo il Battistero romanico dedicato a San Giovanni Battista, edificio che venne costruito a partire dal XII secolo. Dopo una serie di interventi successivi che ne modificarono in parte l'aspetto, il Battistero di Padova venne consacrato nel 1281 dal patriarca di Grado.

La sua pianta è quadrata, con un alto tamburo circolare e cupola. L’interno del Battistero di Padova è affrescato con quello che è ritenuto dalla critica il capolavoro di Giusto de' Menabuoi, ovvero un ciclo di affreschi commissionati da Francesco da Carrara il Vecchio e dalla moglie Fina Buzzacarini.

Le opere rappresentano un centinaio di scene tratte dalla Genesi, dall'Apocalisse e dalla vita di Cristo e di San Giovanni Battista. Sulla cupola del Battistero, per esempio, è rappresentato il Paradiso, che coglie nella fissità tipica dell'arte romanica e bizantina, da cui Giusto venne sicuramente influenzato, un Cristo onnipotente circondato da un'ipnotica raggiera di angeli e santi, divisi in più strati.

Figure statiche e solenni si ritrovano anche sulle pareti, dove sono rappresentate storie di Cristo e del Battista. Meno bizantine sono, invece, le immagini di Profeti ed Evangelisti ritratte nei pennacchi, così come più naturali appaiono le rappresentazioni degli episodi di contorno, come le nozze di Cana.

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